Come lavoro
CORNICI TEORICHE
“ACCOGLIERE, COMPRENDERE, TRASFORMARE”
🤝 L’approccio rogersiano
Per me la terapia inizia dalla relazione. Seguendo l’approccio di Carl Rogers, creo un clima fatto di empatia, autenticità e accettazione incondizionata. Significa che in ogni incontro puoi sentirti ascoltato senza giudizio, accolto così come sei, libero di portare emozioni e pensieri difficili. Questo clima relazionale diventa la base sicura da cui partire per ogni cambiamento.
❓ Il dialogo socratico
Non mi pongo come qualcuno che “ha già le risposte”: preferisco accompagnarti a trovarle. Il dialogo socratico è un metodo fatto di domande aperte e mirate, che ti aiutano a mettere alla prova convinzioni rigide, riconoscere alternative e sviluppare nuove prospettive. È un processo che stimola la riflessione critica e allo stesso tempo favorisce la nascita di soluzioni autentiche, perché scaturiscono da te e non da me.
🧠 La terapia cognitivo-comportamentale (CBT)
Il terzo pilastro del mio lavoro è la CBT, un approccio che unisce il lavoro sui pensieri, le emozioni e i comportamenti. Per me significa aiutarti a riconoscere gli schemi mentali che alimentano la sofferenza, sostituirli con modalità più funzionali e sperimentare nuove azioni nella vita quotidiana.
La CBT non si limita al colloquio: può includere anche piccole procedure operative come il diario delle emozioni, l’automonitoraggio o la definizione di obiettivi concreti. Questi strumenti servono a portare la terapia fuori dalla stanza e a renderla parte della tua vita reale.
Tecniche di coaching psicologico
“DARE FORMA AL CAMBIAMENTO ”
Il coaching psicologico è un insieme di tecniche che utilizzo per aiutarti a chiarire i tuoi obiettivi, organizzare le idee e trasformare i buoni propositi in azioni concrete. Non si tratta di terapia, ma di un percorso pratico e orientato al presente, pensato per chi desidera migliorare aspetti della propria vita personale, scolastica o lavorativa. Lavoriamo insieme per rendere più chiaro il tuo percorso e darti gli strumenti per affrontare con metodo e sicurezza le sfide quotidiane.
Definizione degli obiettivi
Spesso chi arriva da me sa di voler cambiare qualcosa, ma non riesce a mettere a fuoco cosa. Possiamo partire da una sensazione vaga (“vorrei meno ansia”, “vorrei avere più fiducia in me stesso”) e trasformarla in un obiettivo concreto e misurabile. Utilizzo strumenti pratici come il modello SMART, che ci aiuta a formulare obiettivi specifici, realistici e raggiungibili. Questo rende il percorso più chiaro e motivante.
Pianificazione del percorso
Capire l’obiettivo è solo il primo passo: il vero lavoro consiste nel renderlo raggiungibile. Insieme scomponiamo il traguardo in piccoli passi, sostenibili e progressivi. Questo metodo permette di non sentirsi sopraffatti e di vedere il cambiamento come un processo graduale, fatto di tappe concrete che portano risultati reali.
Monitoraggio e feedback
Il cambiamento non è lineare: ci sono progressi, ma anche momenti di blocco. Per questo lavoriamo con strumenti di monitoraggio — diari, schede di autovalutazione, esercizi pratici — che ci permettono di osservare cosa funziona e cosa va aggiustato. Questo continuo feedback rafforza la consapevolezza dei progressi e alimenta la motivazione.
Valorizzazione delle risorse personali
Spesso siamo molto più bravi a notare le nostre mancanze che le nostre risorse. Una parte importante del coaching consiste nell’aiutarti a riconoscere i tuoi punti di forza, a renderli visibili e a trasformarli in leve per affrontare le difficoltà. Questo porta a un aumento di autostima e di fiducia nelle proprie capacità.
Comunicazione e assertività
Molte difficoltà relazionali nascono dall’incapacità di dire chiaramente cosa si pensa o cosa si desidera. Con esercizi mirati lavoriamo sulla comunicazione assertiva: imparare a esprimere bisogni, limiti ed emozioni in modo chiaro, diretto e rispettoso. Questo porta a relazioni più equilibrate, meno conflittuali e più autentiche.
Strumenti e tecniche
“LA CREATIVITÀ COME VIA PER CURA”
Nel mio lavoro non uso soltanto il dialogo: a volte le parole non bastano per raccontare ciò che proviamo.
Per questo propongo le tecniche espressive: strumenti che utilizzano immagini, colori, suoni e simboli per dare voce a ciò che spesso resta inespresso. Sono modalità che stimolano la creatività e permettono di esplorare emozioni, ricordi e pensieri in modo nuovo e più immediato.
Le tecniche espressive hanno due grandi finalità:
• dare forma a ciò che non riesce a trovare parole, trasformando l’indistinto in qualcosa di concreto;
• aprire nuove prospettive di consapevolezza e cambiamento, perché ciò che diventa visibile può finalmente essere compreso e trasformato.
Sono particolarmente utili per chi fa fatica a esprimersi, per chi tende a razionalizzare troppo, per chi vive emozioni confuse o intense, ma anche per adolescenti, che spontaneamente comunicano meglio con simboli e immagini che con discorsi astratti.
Fotografie
Le fotografie custodiscono ricordi ed emozioni che sfuggono alle parole. Usarle in terapia aiuta a contattare aspetti profondi di sé, a rielaborare la propria storia e a dare significato alle esperienze vissute.
Disegni
Il disegno è un linguaggio immediato che trasforma emozioni e vissuti in forme e colori. Permette di esprimere ciò che è difficile raccontare, rendendo visibile l’invisibile.
Immagini e carte Dixit
Le immagini evocative stimolano immaginazione e narrazione. Attraverso i simboli emergono emozioni, pensieri e desideri nascosti che trovano così uno spazio di espressione.
Scrittura terapeutica
La scrittura consente di fermare i pensieri, chiarirli e trasformarli. È un mezzo potente per dare ordine, per comprendere meglio se stessi e per reinterpretare la propria esperienza.
Diario
Il diario è uno strumento di continuità e consapevolezza. Tenere traccia di emozioni e riflessioni nel tempo aiuta a osservare i cambiamenti, riconoscere schemi ricorrenti e sviluppare autoconsapevolezza.
Musica
La musica è un linguaggio universale che arriva direttamente alle emozioni. In terapia aiuta ad evocare ricordi, liberare energie represse e creare uno spazio in cui sentirsi più autentici e connessi a sé stessi.
Role play e tecnica della sedia vuota
Il role play (gioco di ruolo) permette di immedesimarsi in una situazione o in una persona, sperimentando nuovi modi di agire ed esprimersi. È utile per sviluppare consapevolezza, allenare competenze relazionali e trovare nuove risposte a vecchi schemi. Una variante è la tecnica della sedia vuota, in cui ci si confronta simbolicamente con una parte di sé o con una persona significativa. Questo dialogo immaginato diventa uno spazio sicuro per esprimere ciò che non è stato detto e per esplorare emozioni bloccate.